Nel nostro precedente articolo abbiamo riassunto le più importanti direttive e linee guida nazionali e internazionali, sottolineando l’attenzione crescente nei confronti del controllo di Legionella.
Per poter rispettare gli standard dettati dalle normative di riferimento esistono diverse tecniche per il controllo di Legionella. Quali sono, quindi, le misure più efficaci per una corretta disinfezione? Come riconoscere il metodo più sicuro?
Questo articolo vi aiuterà a capire, identificare e scegliere la tecnica e la tecnologia più adatte alle vostre esigenze.
Prima di descrivere nel dettaglio ogni singola metodologia, è bene introdurre le due macrocategorie in cui possono essere suddivise: quella dei metodi fisici e quella dei metodi chimici.
Entriamo nel dettaglio.
Metodi fisici per il controllo di Legionella
Nei metodi fisici rientrano:
- Filtrazione
Il filtro può essere installato sia all’ingresso dell’impianto che ai punti di utilizzo.
Il vantaggio principale dell’installazione di filtri da 0,45 o 0,21 micron è garantire l’immediata sterilizzazione dell’acqua. È bene però sottolineare che questo sistema comporta elevati costi e soprattutto un notevole consumo di materiale “usa e getta”. Inoltre, nel caso della filtrazione in ingresso, non sarà possibile assicurare disinfezione residua a valle del punto di filtrazione, oltre il quale l’acqua potrebbe contaminarsi nuovamente, mentre nel caso della filtrazione ai punti di utilizzo si si potrebbe correre il rischio di retro contaminazione della rete. - Innalzamento della temperatura dell’acqua
Per rendere efficace questa tecnica di disinfezione, la temperatura dell’acqua deve raggiungere i 60° per un’azione preventiva e l’inibizione della proliferazione, mentre i 70° per un’azione correttiva e l’eliminazione istantanea dei batteri.
Questo tipo di metodo non richiede particolari prodotti o strumentazioni, ma è molto difficile da realizzare correttamente, può danneggiare le componenti dell’impianto, e risulta significativamente costoso per il dispendo energetico richiesto. Recenti studi hanno inoltre messo in luce i rischi connessi a questa pratica, che potrebbe portare alla selezione di batteri termoresistenti. - Installazione di sistema a lampade UV
Un altro metodo fisico per la disinfezione dell’acqua si basa sull’istallazione di un sistema a lampade UV. Il metodo si basa sul potere disinfettante dei raggi UV, che penetrano nelle cellule e provocano danni al DNA, inibendone la replicazione causando la morte del batterio.
I vantaggi principali di questa tecnica di disinfezione: non causa danneggiamento delle tubazioni, non determina la formazione di sottoprodotti e non modifica la qualità organolettica dell’acqua. Uno dei principali svantaggi, invece, riguarda l’efficacia, infatti le lampade UV sono efficaci sono nel punto di applicazione e non possono garantire disinfezione residua lungo la rete. è importante poi considerare che tali sistemi necessitano, per un funzionamento corretto, di una adeguata pulizia e di un ricambio periodico delle lampade.
Metodi chimici per il controllo di Legionella
Tra i metodi chimici rientrano:
- Dosaggio di ioni Cu-Ag
Uno dei metodi chimici applicabili, benché poco diffuso, è il dosaggio di ioni Cu+ e Ag+ generati per via elettrochimica a partire da due elettrodi dei corrispondenti metalli. Gli ioni provocano l’alterazione della permeabilità delle membrane dei batteri e la denaturazione delle proteine, causando lisi e morte delle cellule. Questo metodo chimico può garantire una disinfezione duratura e persistente senza comportare la formazione di sottoprodotti. Tuttavia, il sistema di generazione di ioni di rame e argento è efficace solo se sottoposto ad un controllo accurato nei dosaggi per evitare accumuli dannosi di metalli che possono causare fenomeni di assuefazione, incrostazioni e colorazione dell’acqua; risulta inoltre del tutto inapplicabile in presenza di tubazioni in acciaio inox, acciaio zincato e rame. - Generazione di ozono
I generatori di ozono catalizzano in situ la conversione da O2 a O3. L’ozono è un composto altamente reattivo e ossidante capace di causare estesi danni ossidativi ai batteri, eliminandoli. La sua forza risiede nella forte azione ossidante e quindi disinfettante. I principali svantaggi sono il costo elevato delle complesse apparecchiature, la ridotta efficacia nei confronti del biofilm e la produzione di sottoprodotti pericolosi. inoltre, una corretta disinfezione dell’acqua richiede una produzione di O3 a concentrazioni elevate, determinando di conseguenza il rischio di un probabile danneggiamento delle tubature. - Dosaggio di H2O2 (in combinazione con ioni Ag+)
Il principio d’azione del dosaggio di acqua ossigenata in combinazione con lo ione argento è che l’H2O2, generando radicali dell’ossigeno, ossida e danneggia irreversibilmente le cellule batteriche. Lo ione Ag+ contribuisce alla disinfezione grazie alla sua sinergica azione antibatterica. Si tratta di un trattamento semplice e che permette di minimizzare i sottoprodotti di disinfezione, ma i prodotti hanno un costo altissimo. Inoltre tale approccio non garantisce un’adeguata copertura residua in quanto il perossido di idrogeno si decompone velocemente e può essere associato all’insorgenza di fenomeni di resistenza. - Dosaggio di cloro/ipoclorito
Questo approccio è forse il metodo di disinfezione più conosciuto e diffuso e si basa sul dosaggio in acqua di una soluzione di ipoclorito di sodio (o di calcio). A pH inferiori a 7.5, espleta la propria azione, ossidante, attaccando membrana, proteine e DNA batterico. Si tratta sia di un sistema semplice che permette sia un trattamento in continuo, che un trattamento shock, a seconda delle esigenze. Tuttavia l’azione dell’acido ipocloroso (la forma disinfettante) è fortemente influenzata dal pH, da cui dipende la sua efficacia. il fattore pH gioca un ruolo fondamentale anche nella sua aggressività nel confronti delle tubazioni: lo ione ipoclorito, prevalente a pH superiori a 7.5, oltre a non avere proprietà antimicrobiche, risulta fortemente corrosivo per i materiali, specialmente in acqua calda. A limitare ulteriormente l’applicabilità di tale sistema contribuiscono la scarsa efficacia nei confronti del biofilm e la generazione di sottoprodotti di disinfezione pericolosi (THA, HAA, clorati). - Produzione e dosaggio di biossido di cloro
Anche il biossido di cloro è largamente conosciuto e utilizzato nel mondo del trattamento delle acque. Il dosaggio, anche in questo caso, può avvenire in continuo o in modalità shock a seconda dei casi. Il biossido di cloro può diffondere attraverso la membrana cellulare e causare danni ossidativi a numerose strutture della cellula. Il vantaggio, a confronto del cloro e ipoclorito, è che il biossido di cloro ha un’efficacia indipendente dal pH e non comporta la formazione di THA e HAA. Il biossido di cloro deve essere prodotto in situ, attraverso una reazione che solo se perfettamente governata può minimizzare la formazione di sottoprodotti indesiderati come cloriti e clorati. Tale disinfettante, rispetto ad altri, può facilmente provocare un’alterazione dell’odore e del sapore dell’acqua. Inoltre, essendo una molecola molto ossidante, subisce una rapida decomposizione in acqua calda e può rendersi responsabile di fenomeni non trascurabili di corrosione e danneggiamento delle tubature. - Produzione e dosaggio di monoclorammina
La monoclorammina appartiene, così come i due sistemi precedentemente descritti al gruppo dei disinfettanti a base di cloro. Contrariamente agli altri membri della famiglia, la monoclorammina è un blando ossidante che reagisce selettivamente con le proteine di membrana dei batteri, interferendo con processi vitali e causandone quindi la morte, perfetto quindi per il controllo di Legionella. Grazie alle sue caratteristiche chimiche, risulta perfettamente efficace a tutti i pH tipici dell’acqua potabile, riesce a penetrare efficientemente il biofilm e non danneggia le tubazioni. La sua stabilità la rende molto persistente, anche in acqua calda e in punti poco utilizzati. Non comporta la formazione di THA, HAA, cloriti e clorati. La sua produzione avviene in situ, attraverso appositi generatori che assicurino un perfetto controllo della reazione; in caso contrario, si potrebbe riscontrare la presenza di sottoprodotti indesiderati, quali ammonio o nitrosammine. Ampiamente compatibile con tutti i materiali sia metallici che plastici di cui sono costituite le tubazioni, richiede attenzione solo nella scelta delle gomme di cui sono costituite le guarnizioni.
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