Biossido di Cloro:

Cos’è?

Il Biossido di Cloro (CIO2) è un composto gassoso, estremamente volatile, chimicamente instabile e quindi molto reattivo: è pertanto un forte ossidante e un prodotto in grado di garantire una rapida azione disinfettante. Per questo, se opportunamente generato e dosato, può essere impiegato con successo, tra le varie applicazioni, per la disinfezione dell’acqua potabile e per la prevenzione del rischio legionellosi.

Cos’è?

Il Biossido di Cloro (CIO2) è un composto gassoso, estremamente volatile, chimicamente instabile e quindi molto reattivo: è pertanto un forte ossidante e un prodotto in grado di garantire una rapida azione disinfettante. Per questo, se opportunamente generato e dosato, può essere impiegato con successo, tra le varie applicazioni, per la disinfezione dell’acqua potabile e per la prevenzione del rischio legionellosi.

Il biossido di cloro è pericoloso?

Il biossido di cloro è un composto estremamente reattivo, con un forte potere ossidante. 
Per questa ragione, a livello operativo, deve essere gestito solo disponendo delle adeguate competenze, onde evitare che il suo impiego possa generare criticità.

Data la sua instabilità, viene frequentemente prodotto in situ, ovvero direttamente nel sito dove viene utilizzato, grazie all’impiego di appositi generatori: questi devono essere dotati di sistemi di sicurezza, al fine di evitare malfunzionamenti che potrebbero portare all’innesco di reazioni potenzialmente esplosive. 
Per questo SANISWEEP è dotato di tutte le soluzioni tecnologiche necessarie per garantire i più elevati standard di sicurezza.

Considerando i potenziali effetti sulla salute umana in caso di utilizzo in acqua potabile, secondo l’OMS non può essere definito per tale prodotto un valore guida, poiché lo stesso si decompone immediatamente una volta ingerito. È necessario quindi fare riferimento ai limiti di clorito e clorato, sottoprodotti di disinfezione derivanti dal suo impiego: per questi ultimi, in caso utilizzo di biossido di cloro, il D. Lgs. 18/2023 definisce in deroga un innalzamento del limite da 0,25 a 0,7 mg/l.

In quest’ottica, è fondamentale che il sistema scelto per la produzione del biossido di cloro assicuri la miglior resa di reazioni possibile, così da limitare la presenza di clorito o clorato (utilizzati come reagenti per la sua produzione) rimanenti come precursori non combinati.

SANISWEEP è stato per tale motivo sviluppato per assicurare una resa della reazione di generazione del biossido di cloro addirittura superiore al 95%.

Sì, secondo quanto previsto dalle linee guida nazionali e internazionali per la prevenzione del rischio legionellosi, il biossido di cloro può essere impiegato come questa finalità. Viene suggerito l’impiego di concentrazioni variabili tra 0,1 e 1 mg/l, nel caso di trattamento in continuo. Dato l’elevato potere ossidante di questo prodotto, tuttavia, un utilizzo prolungato può comportare effetti indesiderati sugli impianti (corrosione sui metalli e infragilimento delle plastiche). In questi casi, è fondamentale che la gestione della disinfezione venga condotta da personale esperto, in grado di ottimizzare l’azione disinfettante e minimizzare l’impatto sullo stato di salute delle tubazioni. 

Vista la sua elevata reattività e rapidità d’azione, il biossido di cloro è indicato per l’esecuzione di trattamenti shock con finalità correttiva: in questo caso, le linee guida raccomandano l’uso di concentrazioni di almeno 5-10 mg/l.

Il biossido di cloro è una molecola altamente reattiva, dotata di un elevato potere ossidante. Per questo, è sicuramente indicata per applicazioni come la disinfezione primaria, che traggono vantaggio dalla rapidità della sua azione disinfettante, necessitando di concentrazioni contenute e tempi di contatti ridotti.

Al contrario, l’elevata instabilità che lo caratterizza lo rende meno idoneo per garantire disinfezione residua lungo le reti di distribuzione, specialmente se queste sono estese o caratterizzate da lunghi tempi di residenza dell’acqua, condizioni nelle quali risulta più indicato un disinfettante più persistente, come SANIKILL.

Se il biossido di cloro è presente nell’acqua ad uso umano con la funzione di disinfettante, l’acqua è potabile fintanto che lo stesso è dosato in concentrazioni tali da non generare concentrazioni dei suoi sottoprodotti di disinfezione clorito e clorato superiori a 0,7 mg/l, secondo quanto disposto in deroga al limite di 0,25 mg/l dal D. Lgs. 18/2023.

In tali condizioni, il biossido di cloro presente nell’acqua può essere consumato senza alcun effetto avverso sulla salute.

È al contrario da evitare assolutamente l’assunzione di qualsiasi prodotto a base di biossido di cloro proposto come “medicamento”, con la finalità di trattare diversi tipi di malattia. Se ingerito a concentrazioni elevate e in maniera non controllata, infatti, questo può causare danni anche gravi a bocca, esofago e stomaco. Per maggiori dettagli al riguardo, si rimanda alla circolare 27 giugno 2019 del Ministero della Salute.