Oggi 21/03/2023 entra ufficialmente in vigore il nuovo Decreto sull’acqua potabile che disciplina la qualità delle acque destinate al consumo umano, il D.Lgs. 18/2023, pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 6 marzo.
Di che cosa si tratta?
Il presente decreto recepisce la Direttiva UE 2020/2184 e abroga la precedente normativa (D. Lgs. 31/2001 e s.m.i.), introducendo importanti novità nell’approccio alla sicurezza dell’acqua.
Obiettivo principale che il Decreto sull’acqua potabile si pone è la tutela della salute umana e di conseguenza la salvaguardia della qualità chimico-microbiologica delle acque potabili che devono essere, esordisce il testo di legge, “salubri e pulite”.
Quali sono le principali novità?
Miglioramento dell’accesso alla risorsa idrica
Le novità introdotte mirano anche ad un miglioramento dell’accesso alla risorsa idrica: le regioni e province autonome dovranno adottare tutte le misure necessarie per ottimizzarne la fruibilità da parte di tutti, e in particolar modo dei gruppi “vulnerabili ed emarginati”, promuovendo l’uso di acque di rubinetto.
Formalizzazione del Piano Sicurezza dell’Acqua
Nel complesso, il nuovo Decreto suggerisce un approccio basato sulla valutazione del rischio, volta alla salvaguardia dei sistemi idrici e alla continuità della fornitura, anche in considerazione delle criticità correlate ai cambiamenti climatici. Tale valutazione dovrà essere formalizzata nel Piano di Sicurezza dell’Acqua (PSA), documento ufficiale per la cui validazione a livello nazionale verrà istituita un’apposita Commissione di sorveglianza.
I Piani di Sicurezza dell’Acqua non saranno richiesti solo ai gestori idropotabili in riferimento alle aree di alimentazione dei punti di prelievo e dei sistemi di fornitura idro-potabile, ma anche ai gestori dei sistemi di distribuzione idrica interni degli edifici e locali identificati come “prioritari”. È proprio questa una delle grandi novità introdotte dal presente Decreto: l’attenzione sulla qualità dell’acqua non può e deve fermarsi al contatore, ma deve necessariamente arrivare fino al punto di utilizzo.
Nuovi parametri Legionella e piombo
Di conseguenza, anche le reti di distribuzioni interne dovranno essere oggetto di valutazioni, controlli e monitoraggi mirati. Al riguardo, sono in particolare due i parametri pertinenti per la valutazione e gestione del rischio dei sistemi di distribuzione interni: piombo e Legionella. Un’altra importante novità del nuovo Decreto riguarda proprio quest’ultimo parametro, che entra a far parte della categoria dei parametri normati.
Gestione e applicazione del decreto
Il decreto prevede indicazioni di gestione differenti, alcune con carattere di obbligo, altre di raccomandazione, a seconda della tipologia di edificio. Questi ultimi sono infatti classificati in classi di priorità, definite in base alla loro destinazione d’uso e della tipologia di utenti da cui vengono frequentati.
Tutte le indicazioni necessarie per la valutazione e gestione del rischio per la sicurezza dell’acqua nei sistemi di distribuzione interni sono riportate nel rapporto ISTISAN 22/32 recentemente pubblicato dall’Istituto Superiore di Sanità (“Linee guida per la valutazione e la gestione del rischio per la sicurezza dell’acqua nei sistemi di distribuzione interni degli edifici prioritari e non prioritari e in talune navi ai sensi della Direttiva (UE) 2020/2184”). Rientrano nella classificazione strutture ospedaliere, sanitarie, strutture ricettive e alberghiere, centri termali e benessere, palestre, istituti penitenziari, navi, stazioni, aeroporti, realtà del settore ristorazione.
Materiali e reagenti chimici a contatto con l’acqua
Tra le altre novità introdotte dal Decreto allo scopo di preservare la salubrità dell’acqua, meritano una nota lo sforzo di omogeneizzazione dei differenti sistemi nazionali di approvazione dei materiali a contatto con le acque destinate al consumo umano e l’introduzione di specifici requisiti per tutti i reagenti chimici e i materiali filtranti attivi e passivi da impiegare nel trattamento delle acque destinate al consumo umano. Questi ultimi saranno oggetto di un iter di approvazione condotto da CeNSiA, il Centro nazionale per la Sicurezza delle Acque, lo stesso organo di controllo responsabile della validazione dei PSA.
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📌 FAQ – Domande frequenti:
❓Qual è l’obiettivo principale del nuovo decreto sull’acqua potabile?
Il nuovo decreto mira a innalzare gli standard di qualità e sicurezza dell’acqua potabile, introducendo limiti più stringenti per i contaminanti e i parametri chimici, biologici e fisici. L’obiettivo primario è garantire una migliore protezione della salute pubblica e dell’ambiente per tutte le comunità.
❓Quali sono i principali cambiamenti introdotti dal nuovo decreto?
Il decreto introduce: nuovi limiti per sostanze emergenti (come i PFAS – composti per- e polifluorurati), parametri di controllo più rigorosi, obblighi di monitoraggio ampliati per le aziende idriche, standard più elevati per la qualità microbiologica e chimica dell’acqua distribuita, e maggiore trasparenza verso i consumatori.
❓Chi è obbligato a rispettare il nuovo decreto sull’acqua potabile?
Tutti gli enti gestori dei servizi idrici, le aziende di distribuzione dell’acqua potabile, i gestori di impianti privati e le autorità locali responsabili della qualità dell’acqua sono tenuti a conformarsi alle nuove disposizioni del decreto entro le scadenze stabilite.
❓Entro quando deve essere rispettato il nuovo decreto?
Il decreto entra in vigore secondo un calendario di implementazione progressiva. I gestori idrici hanno scadenze specifiche per adeguarsi ai nuovi standard, con tempi variabili a seconda della complessità degli interventi necessari, della dimensione dell’impianto, e delle risorse disponibili.
❓Quali sono gli impatti per i consumatori finali?
Il nuovo decreto garantisce un’acqua potabile di qualità superiore, con minori rischi per la salute e maggiore sicurezza microbiologica. I consumatori beneficiano di controlli più rigorosi e di una maggiore trasparenza sulla qualità dell’acqua che bevono, anche se possono esserci piccoli incrementi nei costi dei servizi idrici dovuti agli investimenti necessari.
