Quella in corso è la settimana che la comunità scientifica internazionale dedica al biofilm. Questa occasione richiama l’attenzione su una delle tematiche più rilevanti per la sicurezza idrica. Il biofilm è infatti un aspetto imprescindibile dei sistemi che utilizzano acqua: si forma spontaneamente su praticamente tutte le superfici a contatto con acqua o in generale su superfici umide e, nel tempo, può diventare un serbatoio complesso e resistente di microrganismi, anche patogeni.
Struttura e natura del biofilm
Il biofilm è una nicchia ecologica complessa: è costituito da una matrice tridimensionale composta da polisaccaridi, lipidi, proteine, acidi nucleici e componenti inorganiche, in parte provenienti dall’ambiente e in parte sintetizzate dai microrganismi stessi.
La matrice protegge batteri, funghi e alghe, creando un habitat ottimale per la proliferazione, per lo scambio di nutrienti e per l’instaurarsi di interazioni sinergiche. Può inoltre fungere da “scudo” che protegge i batteri dagli agenti esterni, come ad esempio i disinfettanti.
La letteratura conferma l’impatto del biofilm sulla qualità microbiologica dell’acqua: si stima infatti che circa il 98% dei batteri si trovi aderente alle superfici sotto forma di biofilm, mentre solo il 2% risiede nella fase acquosa . All’interno del biofilm, le densità microbiche possono raggiungere valori dell’ordine di 10⁵–10⁷ cellule/cm².
Perché il biofilm è presente in tutti i sistemi idrici
Il biofilm tende a svilupparsi su qualunque superficie che entri in contatto con acqua.
I documenti tecnici evidenziano che condizioni come flusso ridotto, ristagno, rami morti, temperature inadeguate e materiali non idonei favoriscono la sua formazione e persistenza .
Questo fenomeno riguarda:
- reti idriche potabili,
- impianti industriali,
- sistemi sanitari.
La presenza del biofilm, soprattutto nelle reti idriche di edifici complessi, è uno dei fattori che possono portare alla contaminazione microbiologica interna e alla perdita di qualità dell’acqua rispetto al punto di consegna esterno.
Implicazioni nei sistemi di acqua potabile
Nei circuiti destinati all’acqua potabile, il biofilm rappresenta un rischio per la qualità microbiologica e, di conseguenza, per la salute degli utenti. Può ospitare microrganismi patogeni o opportunisti come Pseudomonas aeruginosa, Legionella, micobatteri e amebe, rilasciandoli nel flusso idrico in modo intermittente.
Il documento sanitario nazionale (Rapporti ISTISAN 22/32) sottolinea che il biofilm è una delle cause principali di colonizzazione microbica delle reti interne degli edifici, con implicazioni sanitarie ed epidemiologiche dirette.
Impatti nei contesti industriali
Nei processi industriali, l’impatto della presenza del biofilm può essere estremamente eterogeneo, in base al ruolo rivestito dall’acqua nel processo stesso.
Se si pensa, ad esempio, a processi produttivi, il deterioramento della qualità microbiologica dell’acqua provocato dalla presenza di biofilm può avere conseguenze indesiderate sulla qualità del prodotto finale, fino a renderlo addirittura non conforme.
Quando invece l’acqua e gli impianti ad essa correlati sono legati a processi di scambio termico, la presenza di biofilm può determinare una consistente riduzione dell’efficienza energetica (es.azione isolante sugli scambiatori).
In entrambi gli esempi citati, risulta evidente che le conseguenze della presenza di biofilm non solo rappresentano il rischio per la salute degli operatori, ma possono anche essere causa di un aumento non trascurabile dei costi operativi.
Rilevanza nei contesti sanitari e legame con l’antimicrobico-resistenza
Nel settore sanitario, la presenza del biofilm assume una valenza critica per due motivi:
- È un serbatoio di microrganismi patogeni, come Legionella, Pseudomonas,
- Favorisce i processi di trasferimento genico orizzontale, attraverso cui i microrganismi possono scambiarsi geni di resistenza agli antibiotici.
La concomitanza tra la settimana del biofilm e la World Antimicrobial Resistance Awareness Week induce una riflessione relazione tra biofilm e antibiotico-resistenza, un tema, quest’ultimo, tema ormai centrale nella discussione relativa ai rischi per la saluta umana e, dal punto di vista operativo, una problematica particolarmente rilevante nelle aree più critiche delle realtà ospedaliere
Perché il trattamento dell’acqua non basta
Come già detto, poiché il biofilm si sviluppa sulla superficie interna di serbatoi, tubazioni, terminali, scarichi e di tutte le componenti degli impianti idrici, risulta evidente che preoccuparsi della disinfezione dell’acqua non è sufficiente: nella definizione della strategia da adottare per il mantenimento della qualità microbiologica dell’acqua bisogna tenere in considerazione la scelta di un disinfettante per l’acqua che possa essere efficace e/o l’integrazione di misure addizionali mirare all’igiene delle superfici a contatto con l’acqua, specialmente di quelle più critiche.
Un esempio su tutti è rappresentato dagli scarichi: elemento impiantistico spesso trascurato e sottovalutato nel ruolo che può giocare nella diffusione di infezioni nosocomiali (spesso da batteri antibiotico resistenti), gli scarichi sono il punto di criticità perché rappresentano una zona di transizione tra acqua potabile e acqua reflua, dove quindi possono annidarsi microrganismi pericolosi che da qui possono diffondersi e essere fonte di contagio, specialmente nelle aree sanitarie più sensibili.
L’evoluzione Sanipur nella gestione del biofilm: dalla disinfezione dell’acqua ai sistemi avanzati per le superfici
Sanipur è da tempo consapevole della necessità di non trascurare il biofilm e le sue potenziali conseguenze: da quasi vent’anni SANIKILL rappresenta un efficace strumento per la disinfezione dell’acqua, sia potabile che industriale, grazie ad un’azione che non si esplica solo sui batteri dispersi, ma che colpisce anche quelli annidati nel biofilm.
Più di recente, però, ha iniziato a sviluppare anche soluzioni dedicate e specifiche per l’igiene delle superfici, specialmente di quelle con esigenze specifiche, a contatto con l’acqua:
Zero.B
Zero.B è la gamma di prodotti nata appositamente per intervenire direttamente sulla matrice che sostiene il biofilm, rimuovendo depositi organici e inorganici e garantendo una successiva profonda igienizzazione delle superfici.
Non poteva mancare un’attenzione particolare all’impatto ambientale: le sue formulazioni bio-based, completamente biodegradabili e ottenute da materie prime rinnovabili, si inseriscono nel programma Sanipur Green Horizon, dedicato a soluzioni tecniche a ridotto impatto ambientale.
L’innovazione alla base di Zero.B è riconosciuta a livello internazionale:
- è stato premiato nell’ambito dell’iniziativa Bando Brevetti 2021,
- è stato insignito dell’Aquatech Innovation Award nel 2023,
- si è aggiudicato il Premio Lorenzo Cagnoni per l’Innovazione Green durante l’ultima edizione di Ecomondo, un riconoscimento che conferma il contributo di Zero.B alla transizione ecologica nel settore idrico.
Saniclean Drain
Anche Saniclean Drains, ultimo nato in casa Sanipur, rappresenta un valido alleato nella lotta contro il biofilm: questa è la strategia di recente messa a punto per un’igienizzazione profonda degli scarichi di lavandini e docce, che può contribuire concretamente alla riduzione della contaminazione microbica di questi elementi e di conseguenza al contenimento delle infezioni da batteri antibiotico-resistenti veicolate dagli stessi: lo conferma l’esperienza di ospedali italiani che ne hanno già implementato l’utilizzo regolare nelle aree più critiche.
Questo articolo ti ha incuriosito?
Contattaci per approfondire!
