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Fondo per la depurazione e il riuso delle acque affinate: cosa cambia con il Decreto MASE del 24 dicembre 2025 e come prepararsi con KemConnect™ DEX

60 milioni di euro fino al 2027 per incentivare il riutilizzo delle acque reflue affinate. Un’opportunità concreta per i gestori del Servizio Idrico Integrato che vogliono portare in Regione progetti tecnicamente maturi.

La disinfezione finale delle acque reflue urbane è da sempre una fase decisiva del processo depurativo: è qui che si garantisce l’abbattimento della carica microbiologica residua prima dello scarico nei corpi idrici recettori. Oggi, però, a questa esigenza se ne affianca una seconda, sempre più strategica: trasformare l’effluente depurato in una risorsa riutilizzabile, soprattutto per usi irrigui, industriali e civili.

Il legislatore ha deciso di sostenere economicamente questa transizione. Con il Decreto del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) del 24 dicembre 2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, Serie generale n. 38 del 16 febbraio 2026, sono stati definiti i criteri di riparto di un Fondo dedicato proprio agli interventi nel settore della depurazione delle acque e del riuso delle acque affinate.

Il Decreto MASE in sintesi

Il Fondo mette a disposizione complessivamente 60 milioni di euro nel triennio 2025–2027, allocati sul capitolo 7648 dello stato di previsione del Ministero e così ripartiti per annualità:

  • 12 milioni di euro per il 2025;
  • 24 milioni di euro per il 2026;
  • 24 milioni di euro per il 2027.

L’obiettivo dichiarato dal Decreto è specifico: incentivare le misure in grado di favorire il riuso delle acque reflue affinate, attività che rientra nella definizione di Servizio Idrico Integrato ai sensi dell’art. 141, comma 2, del D.Lgs. 152/2006.

Gli enti beneficiari delle risorse sono le Regioni. Il riparto tra i territori tiene conto della popolazione residente (peso 65%) e della superficie territoriale (peso 35%) sulla base dell’ultimo censimento ISTAT disponibile (2024), con una quota non inferiore al 40% riservata alle Regioni del Mezzogiorno.

Come funzionerà l’iter

Il meccanismo operativo delineato dal Decreto è il punto che più interessa i gestori:

  • le Regioni, sulla base di specifiche che il MASE fornirà successivamente, raccolgono le proposte di intervento presentate dai gestori del Servizio Idrico Integrato;
  • svolgono la fase istruttoria e stipulano uno o più accordi di programma con il MASE;
  • per ciascun intervento vengono individuati il Codice Unico di Progetto (CUP), il cronoprogramma, il soggetto attuatore ed eventuali risorse aggiuntive a cofinanziamento.

In altre parole, il finanziamento non premierà le buone intenzioni ma i progetti già definiti e cantierabili. Le risorse che entro l’anno di riferimento non confluiscono in accordi di programma vengono ridistribuite tra le altre Regioni: chi arriva prima, e con progetti solidi, ha un vantaggio concreto.

Perché la disinfezione terziaria è il nodo tecnologico

Quando l’obiettivo non è più soltanto scaricare in sicurezza, ma riutilizzare l’acqua, la sola efficacia teorica del disinfettante non basta. Serve una soluzione capace di garantire performance stabili nel tempo, ridurre i rischi operativi e preservare la qualità dell’effluente anche in ottica di riuso, nel rispetto del Regolamento (UE) 2020/741 sulle prescrizioni minime per il riutilizzo dell’acqua.

Le tecnologie tradizionali mostrano qui i propri limiti. I composti clorati e l’acido peracetico possono generare sottoprodotti di disinfezione, organoalogenati nel primo caso, residui ossidativi nel secondo, che rischiano di compromettere l’idoneità dell’acqua agli usi successivi. I sistemi UV, dal canto loro, perdono efficacia in presenza di acqua torbida e comportano consumi energetici elevati. A ciò si aggiungono le criticità gestionali legate allo stoccaggio dei reagenti e alla difficoltà di mantenere prestazioni costanti in presenza di picchi idraulici o carichi organici variabili.

KemConnect™ DEX: disinfezione con acido performico generato in situ

È in questo scenario che l’acido performico (PFA) si afferma come una delle evoluzioni più interessanti della disinfezione terziaria. KemConnect™ DEX è la soluzione Sanipur che ne governa produzione e dosaggio in modo automatizzato e tracciabile.

Il cuore del sistema è un’unità compatta che genera e dosa in tempo reale l’acido performico, attraverso la miscelazione controllata di due precursori — Kemira DEX 550 (perossido di idrogeno al 49,5%) e Kemira DEX A375 (acido formico catalizzato). La reazione produce una soluzione disinfettante (Kemira DEX-135) con acido performico al 13,5%, dosata in funzione della portata e degli obiettivi microbiologici dell’impianto.

I dati che contano per un progetto finanziabile

  • Disinfezione rapida: meno di 10 minuti di tempo di contatto, ideale anche in condizioni di portata variabile e storm water.
  • Efficace a basse dosi: tipicamente inferiore a 0,5 ppm, con ampio spettro d’azione su batteri, virus e indicatori microbiologici.
  • Nessun sottoprodotto tossico: si decompone rapidamente in CO₂ e acqua (emivita ~30 minuti), non lascia cloro libero residuo, non richiede agenti di quenching e non altera il BOD₅.
  • Consumi contenuti: fino a 8 volte inferiori rispetto alla disinfezione UV.
  • Compatibile con l’esistente: non corrosivo su calcestruzzo, si integra in molte sezioni di trattamento già in opera.
  • Conforme al Regolamento (UE) 2020/741: rende l’effluente idoneo al riutilizzo, incluso l’uso irriguo agricolo.

Non si tratta di teoria. Al Depuratore Parma Ovest, KemConnect™ DEX ha già sostituito il cloro tradizionale nella disinfezione finale, unendo elevata efficacia microbiologica a un profilo di sostenibilità ambientale senza precedenti.

Quali interventi possono rientrare nel Fondo

La misura si presta a un’ampia gamma di interventi che i gestori possono proporre alle Regioni. KemConnect™ DEX può essere valutato, in particolare, per:

  • migliorare l’affidabilità della disinfezione microbiologica dell’effluente;
  • adeguare o potenziare sezioni esistenti di trattamento terziario;
  • ridurre o sostituire i sistemi di disinfezione a base di cloro;
  • abilitare progetti di riuso agricolo, industriale o civile delle acque affinate;
  • introdurre sistemi automatici di dosaggio, controllo e monitoraggio di processo;
  • realizzare interventi modulari, inseribili in progetti più ampi di affinamento.

Come muoversi ora: dalla pre-valutazione al progetto in Regione

Il tempo è una variabile competitiva. Poiché le risorse non impegnate vengono ridistribuite e gli accordi di programma premiano i progetti già definiti, conviene anticipare la fase progettuale per farsi trovare pronti non appena le Regioni comunicheranno le modalità operative.

Sanipur affianca i gestori con una pre-valutazione tecnica gratuita dell’impianto, finalizzata a verificare l’applicabilità della tecnologia, i dati analitici e di processo necessari, il dimensionamento preliminare, una stima indicativa dell’investimento e dei costi operativi, l’eventuale necessità di prove pilota e il possibile inserimento dell’intervento nella programmazione regionale.

Per una prima analisi sono utili poche informazioni: portata media e massima dell’impianto, caratteristiche dell’effluente in uscita dal trattamento biologico o terziario, sistema di disinfezione attualmente utilizzato, limiti microbiologici richiesti, destinazione prevista dell’acqua affinata ed eventuali progetti di riuso già programmati o in fase di sviluppo.

Vuoi capire se il tuo impianto può rientrare nel Fondo?

Contatta Sanipur per una consulenza tecnica personalizzata su KemConnect™ DEX e sull’inserimento dell’intervento nella programmazione regionale: commerciale@sanipur.it – +39 030 358 2390.

📌 FAQ – Domande frequenti:

❓Cos’è il Fondo per la depurazione e il riuso delle acque affinate?

È un fondo istituito dal Decreto MASE del 24 dicembre 2025 che stanzia 60 milioni di euro nel triennio 2025–2027 per incentivare gli interventi nel settore della depurazione delle acque reflue urbane e del riutilizzo delle acque affinate. Le risorse sono ripartite in 12 milioni per il 2025, 24 milioni per il 2026 e 24 milioni per il 2027.

❓Chi può accedere ai finanziamenti del Decreto MASE del 24 dicembre 2025?
Gli enti beneficiari diretti sono le Regioni, che raccolgono le proposte di intervento presentate dai gestori del Servizio Idrico Integrato, svolgono l’istruttoria e stipulano accordi di programma con il MASE. Sono quindi i gestori del SII a proporre i progetti finanziabili tramite la propria Regione.

Come vengono ripartite le risorse del Fondo tra le Regioni?

Il riparto tiene conto della popolazione residente (peso 65%) e della superficie territoriale (peso 35%) sulla base dell’ultimo censimento ISTAT 2024, con una quota non inferiore al 40% riservata alle Regioni del Mezzogiorno.

❓Quali interventi possono essere finanziati dal Fondo per il riuso delle acque affinate?

Rientrano gli interventi che migliorano l’affidabilità della disinfezione microbiologica, adeguano o potenziano le sezioni di trattamento terziario, riducono o sostituiscono i sistemi di disinfezione a base di cloro, abilitano progetti di riuso agricolo, industriale o civile, o introducono sistemi automatici di dosaggio, controllo e monitoraggio di processo.

❓ Quali vantaggi offre l’acido performico rispetto a cloro, acido peracetico e UV?

L’acido performico agisce in meno di 10 minuti a dosi tipicamente inferiori a 0,5 ppm, non genera sottoprodotti tossici (si decompone in CO₂ e acqua), non lascia cloro libero residuo e non altera il BOD₅. I consumi energetici sono fino a 8 volte inferiori rispetto alla disinfezione UV e la soluzione non è corrosiva sul calcestruzzo.